LA BELLA EREMBOR 802
Lirica antica francese di autore anonimo franco-provenzale. I riferimenti al Campo Maggio, ai Franchi di Francia, alla corte del re carolingio, ne impongono l'ambientazione in Val di Chienti, Francia delle origini.
LA BELLA EREMBOR
(traduzione)
Quando si viene a maggio, così chiamato per i lunghi giorni,
che i Franchi di Francia tornano dalla corte del re,
Rinaldo torna innanzi agli altri in prima fila:
passò così sotto il palazzo di Erembor,
ma non degnò di volgere in su il capo.
Ahi, Rinaldo, amico!
La bella Erembor alla finestra, illuminata dal sole,
sulle ginocchia tiene un drappo colorato;
vede i Franchi di Francia che tornano dalla corte
e vede Rinaldo innanzi agli altri in prima fila;
ad alta voce gli rivolge questo discorso:
Ahi, Rinaldo,
"Amico Rinaldo, ho conosciuto quel tempo
che se foste passato lungo la torre di mio padre
sareste rimasto dolente se non v'avessi rivolto la parola".
«Si, ma avete mancato di fede, figlia d'imperatore:
Altri amaste, e così ci dimenticaste . »
Ahi, Rinaldo, amico!
« Sire Rinaldo, da me sgombrerò quest'accusa:
Insieme a cento fanciulle sui santi vi giurerò
E insieme a trenta dame che meco condurrò,
Che mai alcun uomo amai fuor che la vostra persona.
Accettate la discolpa, ed io vi bacerò. »
Ahi, Rinaldo amico!
Il conte Rinaldo salì la scalinata:
Grande di spalle, snello di cintura,
Aveva i capelli biondi, fittamente ricciuti;
In nessuna terra ci fu un così bel giovane.
Lo guarda Erembor, e si mette a piangere.
Ahi, Rinaldo amico!
Il conte Rinaldo è salito sulla torre,
s’è seduto su un letto trapunto a fiori,
Accanto a lui si siede la bella Erembor.
Allora ricominciano gli amori di un tempo.
Ahi, Rinaldo amico!
LA BELLA EREMBOR
(testo originale)
Quant vient en mai, que l'on dit as lons jors,
Que Franc de France repairent de roi cort,
Raynauz repaire devant á premier front;
Si s'en passa lez lo meis Arembor,
Ainz. n'en dengna le chief drecier a mont.
E Raynaut amis!
Bele Erembors a la fenestre au jor
Sor ses genolz tíent paile de color;
Voit Frans de France qui repairent de cort,
Et voit Raynaut devant el premíer front;
En haut parole, si a dit sa raison:
E Raynaut amisl
« Amis Raynaut, io ai veü cel jor,
Se passisoiz selon mon pere tor,
Dolanz fussiez se ne parlasse a vos. »
« Ja.1 mesfaïstes, fille d'empereor,
Autrui amastes, si obliastes nos. »
E Raynaut amis!
« Sire Raynaut, ie m'en escondíraí;
A cent puceles, sor sainz, vos iurerai,
A XXX. dames que avuec moi menrai,
C'onques nul home fors vostre cors n'amai.
Prennez l'emmende et ie vos baiserai. »
E Raynaut amis!
Li cuens Raynaut en monta lo degrél
Gros par espaules, greles par lo baudré,
Blont ot lo poil, menu recercelé;
En nule terre n'ot si biau bacheler.
Voit l'Erembors, si comence a plorer.
E Raynaut amis!
Li cuens Raynauz est montez en la tor,
Si s'est assis en I. lit point a flors,
Deioste lui se siet bele Erembors.
Lors recomencent lor premieres amors.
E Raynaut amis!
La scoperta di Aquisgrana in Val di Chienti e la convivenza nel Piceno nei sec.IX e X delle etnie "romana" (cioè italica), franca, sassone, offre stimpli all’ indagine filologica sull’esistenza in Val di Chienti di forme di poesia in lingua d’oïl antecedenti la lirica trobadorica. Aprono anche prospettive sul formarsi e l'evolversi, nell’ambito del Piceno, dei due fondamentali volgari in lingue romanze (lingue d'oil e del sì), e di quello germanico del hoch deutsch.. Il testo di "La bella Erembor" presenta caratteristiche contenutistiche e linguistiche tali, da far ipotizzare una stretta dipendenza del testo da forme poetiche già fiorite nel secolo IX presso i Franchi di Francia in Val di Chienti, quando la Francia del Piceno era ancora il centro politico e culturale dell’Impero.
„In questa lirica d‘amore …colpisce subito una formula caratteristica come „Franc de France"… Usi linguistici inconsueti (la costruzione" de roi cort") e accenni ad usi militari e giuridici come i campi di maggio o il solenne giuramento liberatorio con intervento di „coniuratores" potrebbero rappresentare arcaismi autentici. L‘arcaismo di questa "chanson d‘histoire" non è solo nel dato contenutistico che ci richiama a un vecchio istituto giuridico ma anche nell‘impostazione formale che ci trasporta ad un ethos letterario definibile come precortese". Fin qui, citazioni dal volume di A.Roncaglia, Antologia delle letterature medievali d’oc e d’oïl. Ed.Accademia-Milano,1973.
Io aggiungo ancora che gli arcaismi formali presenti nel
testo (roi cort, mon pere tor), gli accenni al
"Campo di maggio" e ai "Franchi di Francia" che
a maggio tornano dalla corte del re, a Erembor, figlia d‘imperatore,
affacciata alla finestra del palazzo del padre, collegano la lirica ad
Aquisgrana in Val di Chienti e all’ambiente imperiale carolingio del. sec.IX.
G. Carnevale