Carlo Magno - Gli amici del prof. Giovanni Carnevale

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I Carolingi in val di Chienti

Disponiblità del nuovo libro

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In occasione della presentazione nel nuovo libro "La Schola Palatina e la rinascenza carolingia in Val di Chienti" che verrà presentato a Civitanova Marche il prossimo 3 Dicembre, gli amici del del prof. Giovanni Carnevale hanno eccezionalmente acconsentito a rendere disponibile la preziosa pubblicazione a chi vorrà partecipare al tanto atteso evento.
Ricordiamo, infatti, che la stessa opera non sarà reperibile nelle librerie, in quanto non destinata alla vendita, ma soltanto agli enti patrocinatori.
Motivo in più per essere presenti e dare il proprio sostegno morale al Prof. Giovanni Carnevale.

copertina del libro

 

Ultimo aggiornamento Sabato 26 Novembre 2011 20:12
 

Prefazione de "La Schola Palatina e la rinascenza carolingia in Val di Chienti"

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Pubblichiamo, in anteprima, la prefazione del nuovo libro "La Schola Palatina e la rinascenza carolingia in Val di Chienti" che verrà presentato a Civitanova Marche il prossimo 3 Dicembre.

Prefazione

   La presente pubblicazione si ricollega cronologicamente a quanto esposto in lingua italiana e inglese nella pubblicazione intitolata “Il rinvenimento delle sepolture di Pipino il Breve e di sua moglie Berta nella Collegiata di San Ginesio”. La materia trattata in quel volume si concludeva con la morte di Pipino, avvenuta nel 768. Nel presente contesto gli autori intendono illustrare la figura storica di Carlo Magno, figlio di re Pipino, che nella Val di Chienti, allora chiamata Aquis Grani - alle Acque di Granno - mise in moto una straordinaria attività che fece della vallata il nuovo centro del suo impero. Precisiamo che nelle fonti carolingie e sassoni il termine Aquis Grani non fa mai riferimento ad un agglomerato urbano ma ad un territorio irriguo. Ancor oggi per i francesi Aquisgrana è Aix la Chapelle, cioè le acque termali presso cui sorgeva la Cappella palatina. Le guerre condotte dai suoi predecessori e da lui stesso avevano concentrato nelle sue mani un bottino di guerra costituito da una grande massa d’oro. Egli impiegò parte di quest’oro per ridare all’occidente  una nuova capitale.
   Occidente che, dopo la caduta dell’impero romano avvenuta nel 476 e le successive invasioni barbariche, era precipitato in una disastrosa situazione sociale, economica e organizzativa in genere. Per ciò che riguarda il Piceno, territorio della presente indagine, esso era ancora fitto di rovine a testimonianza dell’antica civiltà classica ma non c’erano più maestranze che potessero perpetuare le gloriose tradizioni artistiche dell’antica Roma.  
   Queste tradizioni erano sopravvissute più a lungo proprio nell’Oriente bizantino e quando l’Islam conquistò la provincia di Siria, come i bizantini chiamavano i paesi del Medio Oriente, Carlo Magno stabilì rapporti di amicizia con Arun Al Rashid, califfo di Badgdad, quello delle Mille e una notte. Questa amicizia favorì l’afflusso da quei luoghi di maestranze che importarono conoscenze artistiche ed architettoniche tanto di carattere bizantino che della nuova arte islamica, in particolare la crociera.   
   Andò così sorgendo in Aquis Grani la residenza stabile della corte carolingia. Nacque il Palatium i cui edifici erano immersi nel verde della valle a coronamento della Domus Regia o Residenza di Carlo Magno.
   Il lettore resterà certamente sorpreso dall’ultima scoperta archeologica effettuata nel corso di quest’anno: a circa trecento metri alle spalle di San Claudio, l’antica Cappella Palatina, sono state individuate le rovine della Schola Palatina. Questa scoperta è un solido elemento in positivo che rafforza la tesi che i Carolingi avevano la propria sede in Aquis Grani, cioè nella bassa valle del Chienti.
   Consolida queste basi un elemento che può definirsi negativo per chi ancora non vuole rinunciare alla tesi di Aachen come antica capitale carolingia. In data 19 maggio 2010 veniva riportata su vari quotidiani nazionali - tra cui La Stampa di Torino che titolava “Carlo Magno non abita qui” e Avvenire “ La tomba di Carlo Magno? Non esiste” - e sulla stampa europea la notizia della inesistenza della tomba dell'Imperatore carolingio nell'atrio del duomo di Aachen. Si riporta integralmente il testo apparso su Avvenire: “La tomba originaria di Carlo Magno non si trova nell'atrio della cattedrale di Aquisgrana come si era finora pensato. A smentirlo è stato un gruppo di archeologi che per tre anni ha cercato invano tracce della sepoltura dell'imperatore morto nell'814. Malgrado le ricerche, le tracce più antiche trovate nel sottosuolo dell'atrio risalgono al XIII secolo, quattrocento anni dopo la morte dell'imperatore. Da centinaia di anni ci si interroga sul luogo esatto dove fu sepolto e dagli anni Ottanta si era fatta strada fra gli esperti l'ipotesi dell'atrio della cattedrale. Andreas Schaub, l'archeologo che ha guidato le ricerche, si dice tuttavia «certo che Carlo Magno sia stato sepolto ad Aquisgrana e certo che ciò sia avvenuto nell'area della cattedrale». Carlo Magno morì la mattina del 28 gennaio 814 e fu sepolto il giorno stesso. Due secoli dopo il Barbarossa ne fece trasferire le ossa in un'urna, sempre in cattedrale.”  
    Questa notizia ha valore anche paradigmatico perché da venti anni tutte le notizie che emergono dallo studio delle fonti sono sempre a favore di Aquisgrana in Val di Chienti e quindi a sfavore di Aachen in Germania.

   
Giovanni Carnevale

 

Aggiornamento sull'evento del 3 Dicembre

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Un salto di qualità di grande rilevanza è stato compiuto negli studi che il Prof. Giovanni Carnevale ed i suoi collaboratori conducono in merito alla scoperta dell’Aquisgrana carolingia nel territorio della Val di Chienti.

Riconoscimenti di assoluto prestigio e valore sono, infatti, pervenuti da Enti Pubblici, Associazioni e Organizzazioni accademiche.

In merito all’evento del 3 Dicembre p.v., questo stesso e lo studio che verrà presentato hanno ottenuto il Patrocinio della Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo di Macerata, della Regione Marche, della Provincia di Macerata, del Comune di Civitanova Marche, del Lions Club Macerata Sferisterio.

Inoltre la ricerca ha avuto, in relazione al valore storico-scientifico che esprime, il prestigiosissimo Patrocinio della Pontificia Università Lateranense e del Pontificio Comitato di Scienze Storiche della Santa Sede-Città del Vaticano.

All’atto accademico di Sabato 3 Dicembre interverranno personalità di grandissima rilevanza accademica quali il Magnifico Rettore dell’Università Lateranense, S.E.Rev.ma Mons. Prof. Enrico del Covolo, cui sarà affidata la Presidenza dell’Evento ed il Prof. Cosimo Semeraro, Ordinario di Storia e Segretario del Pontificio Comitato di Scienze Storiche che avrà il ruolo di Relatore.

Ulteriori notizie relative al programma della serata ed allo Studio che verrà presentato verranno pubblicate in questo sito nei prossimi giorni.

Continuate a seguirci.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Ottobre 2011 15:36
 

Presentazione nuova pubblicazione

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Presentazione del nuovo libro

"La Schola Palatina e la rinascenza carolingia in Val di Chienti"


Con un'ammirevole tenacia e con intervalli sempre più ravvicinati si susseguono ormai dal 1992 pubblicazioni su questioni carolingie che, per freschezza ed entusiasmo d'impostazione, potrebbero essere scambiate come frutto di  esercitazioni universitarie di promettenti giovani studenti. Questo lavoro è il più recente risultato di tale movimento. L'ammirazione, mista a sorpresa e a piacevole interesse accademico,  non cessa di permanere quando si constata, invece, che anima-regia-motore di tale movimento è uno studioso novantenne, Giovanni Carnevale.

Il solo nome dell'Autore, ormai ben noto nel più serio segmento della storiografia picena su Carlo Magno, fa presagire il contenuto, l'impostazione metodologica e le finalità di questo libro: far chiarezza e rendere giustizia sull'esistenza, sul significato e sul ruolo di Aquisgrana in Val di Chienti.

A tale scopo, una fonte di grande valore archeologico e artistico è intravista nell'esame dei resti architettonici nell'area dell'Urbs picena. In particolare, diventano oggetto di questo studio i resti di scavi già iniziati negli anni Ottanta e finalizzati in realtà al reperimento dell'antica città romana di Pausulae. Per felice e provvidenziale concomitanza, sono invece emersi, nel corso dell'operazione, tratti murari e importanti tracce che porterebbero felicemente alla significativa individuazione della insigne Schola Palatina, che giustamente l'Autore, non esita a definire “culla della cultura europea”.

Lo studio delle conseguenze e del peso storico dei rapporti di amicizia fra Carlo Magno e Arun Al Rashid, ben noto e celebrato califfo di Bagdad; l'accertata presenza di maestranze “siriane” nell'area picena; la constata utilizzazione nella costruzione di edifici in loco di elementi artistici e architettonici di chiaro rimando ai canoni bizantini e alla innovativa arte islamica costituiscono per Giovanni Carnevale una ulteriore riproposizione della vasta rete di fonti, pur di natura e indole differenti, ma che puntano decisamente e unanimemente all'accertamento della verità storica circa l'insediamento carolingio in Val di Chienti.

A noi, lettori e studiosi, non rimane che leggere e studiare questi dati, e, sull'esempio concreto e stimolante dell'Autore di questo libro, sostenere e incoraggiare l'avanzamento della ricerca storica, perchè solo così è possibile trasmettere alle generazioni future il patrimonio del passato, più libero da incrostazioni ideologiche e da precedenti errori interpretativi.

Roma, 30 settembre 2011.


Cosimo Semeraro
Segretario del Pontificio Comitato di Scienze Storiche
Città del Vaticano

 

Nuove pubblicazioni

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Finalmente il sito riprende vita!
Cari amici e amiche, dopo un po' di tempo di silenzio, il portale viene arricchito con tre nuove importanti pubblicazioni.

Il prof. Giovanni Carnevale e i suoi collaboratori hanno infatti deciso di rendere pubblici i testi di tre importanti loro lavori (reperibili anche all'interno della nuova sezione (Documentazione > Pubblicazioni):

  1. L'Europa di Carlo Magno nacque in val di Chienti (scarica il pdf):
    • Nell’Alto Medio Evo fu sede di Aquisgrana, della “Francia”, di una nuova Roma e del Laterano, sede dei Papi dal secolo X;
    • Giovanni Carnevale, Giovanni Scoccianti, Marco Graziosi, 2008.
  2. Il rinvenimento delle sepolture di Pipino il Breve e di sua moglie Berta nella Collegiata di San Ginesio (scarica il pdf):
  3. La scoperta di Aquisgrana in Val di Chienti (scarica il pdf):
    • Carlo Magno fondò in Val di Chienti il Palatium di Aquisgrana e una nuova Roma;
    • Giovanni Carnevale, 1999.

Non ci resta quindi che augurarvi buona lettura.

     
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